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MESSAGGI

"Ciao Filippo. Ho pensato molto prima di scriverti ma poi ho fatto quello che mi sentivo.. Ho conosciuto la Dott.ssa Miscione ad aprile al poliambulatorio di via mengoli per una visita di controllo alla mia bimba di tre anni e mezzo che è nata con alcuni problemi alle anche. La prima cosa che ha fatto quando siamo entrate in ambulatorio è stato togliersi il camice, un gesto che ho apprezzato moltissimo. Poi, con dolcezza e fermezza, ha subito tranquillizzato la mia bimba che si è dimostrata collaborativa per tutta la durata della visita... Mi ha rassicurata dicendomi che andava tutto bene ed io ho pensato, uscendo dall' ambulatorio, di essere stata fortunata ad incontrare una dottoressa così in gamba che, fin dal primo momento, mi ha dato fiducia... Io non sapevo chi fosse. Poi qualche giorno fa ho visto la vostra foto con la maglietta rossa ed ho capito che era tua moglie. E poi ieri ho letto quello che è successo... Mi dispiace molto. Volevo dirti questo."

"Per te Bibi, perché tutto quello che sei stata per noi possiamo trasmetterlo ai tuoi bimbi con la stessa semplicità e umiltà che tu mettevi in ogni cosa."

"Ciao. Non cerco parole che non esistono. ieri mi è arrivata questa notizia orribile e voglio mandarti un abbraccio enorme. Mi dispiace moltissimo. Per il poco che la conoscevo, dai tempi del liceo, la sua grazia e la sua compostezza, la sua dolcezza e al tempo stesso quell'espressione adulta che la contraddistingueva in mezzo a noi sbarbetti, mi hanno sempre fatto pensare che foste una coppia più che perfetta. Diceva de andrè che le più belle cose durano solo un giorno, però vivere quel giorno è comunque una fortuna. Io l'ho sempre voluta pensare così."

"Volevo raccontarti un pensiero semplice, per farti sorridere....quando siamo state a Nizza a fare il weekend tutte insieme, ad un certo punto la sera abbiamo giocato a truccarci....e la Bibi ci disse che il mascara della Sephora era spettacolare e che dovevamo provarlo....il giorno dopo siamo andate dal negozio Sephora....così a fare un giretto da donne e siccome l'ho visto l'ho comprato....io ho delle ciglia orribili e quindi ogni volta che c'è una soluzione la provo....e insomma alla fine è diventato il mio mascara preferito 😊e da quel giorno e sono passati anni, ogni mattina, credimi ogni mattina, quando metto il mascara penso alla Bibi e mi dico "grande Bibi che mi hai consigliato"! Da oggi ancora di più....ti auguro che oggi possa scorrere via il più semplicemente possibile..."

"Hai bussato alla mia porta 14 anni fa, giovane studentessa per fare la tesi. Sai cosa mi colpì? Il tuo doppio nome, Maria Teresa, che credo di aver pronunciato solo alla tua laurea perché per tutti noi sei sempre e solo stata la Bibi. Appena arrivata, come Biancaneve nella casa dei nani, mettesti fine al disordine del nostro studio, perché non lo sopportavi. Con il buon esempio ci hai allineato, e da allora nessuno ha più osato essere disordinato, per non dispiacerti. Con il tuo carattere inclusivo e carismatico hai conquistato rapidamente tutti, anche chi era più grande di te. Mai a disagio in un gruppo di maschiacci sei stata una di noi, senza però perdere la tua eleganza femminile. Una volta, entrando in studio e chiedendo di te dissi: dov’è il Colonnello? Mi corressero: intendi il Generale? Lavorare moltissimo non ti ha mai spaventato, e sei stata un esempio, un modello positivo da rincorrere: hai studiato e fatto ricerca. Abbiamo scritto insieme un libro, una monografia, e un sacco di articoli. Sempre in prima linea con i pazienti sei stata apprezzata per umanità e competenza. 
Non ti è sfuggita l’attività di volontariato, diventando una colonna portante del nostro impegno negli ospedali africani con Orthopaedics ONLUS. Non ricordo quante volte siamo partiti insieme a operare in Tanzania: tante! Eri con noi anche quando ci hanno seguito le telecamere di La7 con “le vite degli altri”. 
In convalescenza da un primo grosso intervento, nove anni fa, non hai rinunciato a venire all’American Academy dove venivamo premiati. “Ragazzi, devo sistemare l’idraulica”, dicevi scherzando quando si spostava il drenaggio. 
Poi nella tua vita sono entrati Filippo, ed i bimbi, che non ti hanno impedito di rimanere il nostro “Generale”. Da specialista sei diventata un chirurgo dell’anca facendoti apprezzare anche al San Raffaele di Milano. 
Qualcosa in questi anni te l’ho anche insegnato, ma nulla è rispetto alla lezione che mi hai dato tu: non ti sei data per vinta, quando la malattia si è riaffacciata. Hai lottato senza paura dimostrando cosa è il coraggio, quello vero. Hai giocato le tue carte sollevandoci dallo strazio di vederti mollare. Grazie Bibi, per aver bussato a quella porta 14 anni fa; condividere con te tanto tempo è stato un privilegio unico, del quale ti sono grato. Sei stata una studentessa modello, un’ottima specializzanda ed un eccellente chirurgo, ma soprattutto una persona speciale, che ha saputo combattere fino in fondo uscendo dal campo imbattuta. 
Ciao Bibi: salutarsi, anche se con un arrivederci è veramente complesso: tu adesso vai, e noi restiamo.... ma quale di queste sia la strada più facile, è oscuro a tutti, fuorché a Dio."

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